lunedì 27 giugno 2011

.: P|LAB parametric lab


ROMA 22 - 24 LUGLIO 2011

Nuovi scenari impongono al progetto la necessità di sviluppare, a tutti i livelli, capacità di feedback
e adattamento. Questa inedita complessità rivela l’inadeguatezza di approcci tradizionali e le potenzialità degli strumenti parametrici.

Il PONTE inteso come sistema di connessione tra aree territoriali o edifici, sarà il tema di progetto.
Gli studenti in team, sotto supervisione dei tutor, svilupperanno il progetto avvalendosi di tecniche e strumenti parametrici, ottenendo modelli tridimensionali dinamici - basati su sistemi di relazioni - in grado di adattarsi a diverse condizioni di contesto; avranno così la possibilità di concentrarsi sul pensiero progettuale in momenti di intenso brainstorming, interpretando il momento di apprendimento del software come parte integrante dello sviluppo progettuale.

tutor: Arturo Tedeschi - autore di "Progettazione Parametrica", il primo manuale italiano su Grasshopper

luogo: Galleria di Architettura "Come Se" (Authorized Rhino Training Center) 

venerdì 24 giugno 2011

.: Cercando l’architettura - dedicata agli studenti di architettura che si sono imbattuti nel sottoscritto (di Andrea Parenti)

Condivido con voi una "nota/consiglio" di Andrea Parenti, persona che stimo molto.
In questi ultimi mesi molti degli studenti con i quali ho avuto il piacere di confrontarmi durante i corsi di Laboratorio di Progettazione I e II di qualche anno fa si sono laureati o si stanno laureando.
Non so cosa possiate aver imparato in tutti i corsi che avete frequentato e che cosa è vi è rimasto di questa esperienza universitaria. Avrete  sicuramente letto molti libri e ascoltato milioni di parole dentro quella facoltà così ricca di “professori” e così povera di architetti. Non voglio avere certo io la presunzione di dirvi cosa è l’architettura o di insegnarvi qualcosa: ci sono già troppi che pontificano e sentenziano e francamente io sono l’ultimo a poterlo/volerlo fare.
Voglio solo dirvi dove io cercato e trovato l’architettura o dove invece non l’ho trovata:

non ho trovato l’architettura nei dipartimenti universitari, nelle barbe polverose di baroni pronti solo ad autocelebrarsi;
non ho trovato l’architettura negli sterili fiumi di parole di libri scritti per catalogare ed ingabbiare in categorie astratte ciò che, credo non sia e non debba essere catalogato;
non ho trovato l’architettura negli aperitivi fighetti e nei salotti intellettuali, nelle conferenze o nelle “lectio magistralis”;
non ho trovato l’architettura sui manuali e nei saggi di chi troppo saggio non credo che sia;
non ho trovato l’architettura varcando la soglia di entrata della facoltà e quando ho preso l’uscita ho avuto la netta sensazione che mi avessero “fregato”.
Non ho trovato l’architettura dietro i banchi, né davanti a una lavagna, non dentro certe aule e non lungo certi corridoi.
Non ho trovato l’architettura dentro un computer.
Non ho trovato l’architettura tra sciocchi collezionisti d’architettura che girano il mondo per fotografare senza vedere, le opere pubblicate sulle riviste patinate, per poter poi vantarsi e mostrare le foto ad amici e studenti.
Non ho trovato l’architettura in un aula magna il giorno che mi hanno consegnato un foglio di cartoncino che ho riposto in un cassetto e mai più tirato fuori.
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Ho trovato l’architettura nello sguardo ostinato di un vecchio alto e curvo che, “pietra preziosa”, regalava passione e spaccava plastici.
Ho trovato l’architettura in un professore che non ho mai avuto, che da dietro il suo farfallino sparava bordate e scagliava libri economici pesanti come pietre.
Ho trovato l’architettura, guardando il mare e respirando profondamente il vento che portava.
Ho trovato l’architettura nelle poesie  e nei romanzi che ho letto.
Ho trovato l’architettura ascoltando un brano jazz mentre tornavo a casa in macchina.
Ho trovato l’architettura fumando una sigaretta da solo in balcone mentre guardavo un cielo che schiariva.
Ho trovato l’architettura nei miei passi mentre ammiravo stupito e stupido, gli spazi creati da un uomo a cui è scoppiato il cervello.
Ho trovato l’architettura tutta sparsa intorno a me quando ho deciso di chiudere con decisione un inutile polveroso manuale.
Ho trovato l’architettura nello sguardo innamorato di una donna.
Ho trovato l’architettura nel brevissimo istante che segue il risveglio da un terribile incubo nella notte.
Ho trovato l’architettura nel legno di una barca pronta a portarmi su qualche altra riva.
Ho trovato l’architettura nelle mie scarpe bagnate dopo un temporale di fine estate.
Ho trovato l’architettura nel coraggio di non accontentarmi di quello che mi sentivo dire.
Ho trovato l’architettura nelle parole di Ulisse nel XXVI canto dell’inferno della Divina Commedia.
Ho trovato l’architettura nell’ostinata razionalità con cui Goethe ha riconosciuto l’irrazionalità delle cose.
Ho trovato l’architettura quando io l’ho cercata e non quando me l’hanno tirata addosso.

Ho trovato l’architettura, ma ogni volta che credevo di averla in pugno non c’era già più.
Non troverò più l’architettura quando la cercherò tra l’architettura e non nella vita.


domenica 19 giugno 2011

.: Workshop internazionale in Parametric Design e Digital Fabrication

Si svolgerà dal 24 al 31 Luglio 2011 nella città di Vietri sul Mare, alle porte della Costiera Amalfitana, la seconda edizione del Workshop in Parametric Design e Digital Fabrication. Il laboratorio di progettazione basato sui processi di fabbricazione digitale e i software di disegno parametrico (Rhino/Grasshopper) sarà tenuto dai fondatori di Co-de-it Andrea Graziano ed Alessio Erioli.
Forti del successo dello scorso anno, gli architetti Amleto Picerno Ceraso e Vangelis Moschonas, responsabili scientifici del progetto, hanno scelto per questa seconda edizione del Workshop un tema suggestivo dal titolo “Vertical Seaside, Amalfi Coast Workshop”, volto a focalizzare l’attenzione sul recupero di un'area della Costiera Amalfitana che attualmente versa in condizioni di degrado.
Si tratta di una straordinaria opportunità per i partecipanti al Workshop Digital Med: l’esplorazione progettuale guidata attraverso logiche parametrico–generative sarà infatti affiancata a una produzione digitale e, attraverso l’uso di software di interfaccia cad/cam, si procederà alla diretta prototipazione delle idee di progetto.
Il miglior progetto realizzato durante il workshop sarà premiato con una targa di merito.
Il Workshop Digital Med, promosso dal Comitato Scientifico diretto dal Prof. Pasquale Belfiore, presidente dell’Istituto Nazionale di Architettura In/Arch – Campania e dall’Arch. Maria Gabriella Alfano, presidente dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Salerno, si pone come obiettivo quello di fornire ai partecipanti un bagaglio di tecniche, teorie e metodi sull’utilizzo di software di progettazione parametrici e di macchine di fabbricazione digitale.
I gruppi di lavoro saranno seguiti durante l’intero percorso formativo da due tutor d’eccezione: Andrea Graziano e Alessio Erioli, membri del Co-de-it e massimi esponenti della digital fabrication e dell’architettura parametrica.
Ad affiancarli, una squadra di assistenti professionisti ed esperti di fabbricazione digitale provenienti dalla Spagna, dalla Grecia e dall’Italia.
Aperto a tutti coloro che vogliono avvicinarsi alla conoscenza e all’utilizzo delle più innovative metodologie di progettazione esistenti, il Workshop Digital Med gode inoltre della partecipazione dell’Universita’ di Thessaly in Grecia, della Facoltà di Architettura di Napoli e dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili.

Gli interessati possono scaricare il bando di concorso all'indirizzo www.digitalmedworkshop.com e compilare il modulo di preiscrizione presente sullo stesso non oltre il 15 Luglio 2011.

Per info o adesioni:
Segreteria organizzativa
e-mail: info@digitalmedworkshop.com - tel: 089 461209

lunedì 6 giugno 2011

.: Asian Lednev: creatore di mondi


Vernissage: Sabato 11 Giugno ore 18:00
Orari di apertura: da lunedì a sabato 
7:45 - 12:00 / 17:00 - 19:00
Museo di San Giovanni de' Fiorentini
via Acciaroli n°2, ROMA

COMUNICATO STAMPA

Chi o cosa è Asian Lednev?
Asian Lednev: un dispositivo per indagare il lavoro artistico ed architettonico di Fabio Fornasari. Non architetture, ma oggetti, spazi capaci di raggiungere una dimensione narrativa altrimenti inaccessibile. Un percorso ed un metodo che porteranno alla realizzazione del Museo del ‘900 di Milano, di cui Fornasari è autore assieme ad Italo Rota.
Da sabato 11 giugno 2011, a partire dalle ore 18 30, il Museo di San Giovanni de’ Fiorentini ospiterà la personale di Fabio Fornasari, artista e architetto che, con il suo lavoro, si è affermato come uno dei più interessanti architetti attivi in Italia che hanno lavorato sulle relazioni tra architettura e nuovi media.
Il titolo della mostra, “Asian Lednev: Creatore di Mondi”, allude infatti a uno spazio nel quale è possibile ricreare universi paralleli frutto di un immaginario architettonico nutrito tanto dalla teoria dell’arte, quanto dalla cinematografia fantascientifica.
Asian Lednev: creatore di Mondi non si limita a presentare al pubblico le opere elaborate in questi anni in ambiente virtuale ma, attraverso un allestimento curato dallo stesso Fornasari, si presenta come un progetto critico sul lavoro dell’artista, a cura di Sveva Avveduto, Guido Massantini ed Emmanuele Jonathan Pilia, sotto la sigla ALTA (Associazione – Laboratorio di TransArchitettura). La selezione delle opere da esporre ricadrà quindi sui lavori maggiormente rappresentativi di un atteggiamento progettuale che contraddistingue la pratica professionale dell’architetto, seguendo un percorso espositivo che vuole ricalcare la metafora del viaggio, considerando le singole opere come delle reliquie provenienti da un mondo altro, da un mondo virtuale.
Non è un caso che “Asian Lednev: creatore di Mondi” verrà inaugurata nel Museo di arte sacra di San Giovanni de’ Fiorentini, una delle location più evocative del centro storico e dell’intera città di Roma: data la sua vocazione di conservazione e promozione di preziose opere d’arte sacra, le opere esposte, trattate anch’esse come reliquie provenienti da un mondo altro, dialogheranno con la collezione del Museo, dando vita ad uno scambio simbolico tra la sensibilità rinascimentale e barocca e quella contemporanea.
Ad accompagnare l’evento, sarà presentato il catalogo della mostra edito da Avanguardia 21 Edizioni.